La crisi sanitaria dovuta all’espandersi del Covid-19 sta bloccando l’intero sistema economico mondiale. Piccole e medie imprese, teatri, cinema, librerie, hotel, ristoranti, concerti, campionati e manifestazioni sportive. Tutto sospeso. Ciononostante, è proprio in questo momento che possiamo impegnarci a trovare quelle idee che rilanceranno la nostra economia e la nostra società una volta terminata la pandemia del nuovo Coronavirus. Perché se c’è una certezza in questo periodo è che molte cose non saranno più come prima, ma è proprio in questa situazione di emergenza che possiamo cogliere esempi virtuosi per costruire il nostro futuro.

Innovazione distribuita

A lanciare una prima proposta è Stefano Micelli, autore di Futuro Artigiano: l’innovazione nelle mani degli italiani. Nel suo recente articolo su ilSole24ore, Micelli scommette “sulla capacità del nostro paese di prosperare grazie a innovazione distribuita e apprendimento a scala nazionale. Sull’energia di sperimentazioni locali che diventano buone pratiche”. L’idea è di cambiare la prospettiva, non più basandosi su un sistema economico novecentesco subordinato ai poteri decisionali centralizzati, bensì su quell’incrocio di saperi che recentemente ha portato l’emergere di esemplari iniziative imprenditoriali.

Ecco quindi che l’innovazione all’epoca del coronavirus può avere successo se applicata in maniera capillare, su diversi settori contemporaneamente. Partendo dalla sanità, che dovrà innovarsi investendo sulla costruzione di nuovi spazi e nuovi meccanismi di prevenzione, questo ragionamento dovrà necessariamente arrivare al mondo del lavoro, della scuola, della pubblica amministrazione e dello sport.

La tecnologia dalla nostra parte

Mauro Aprile Zanetti, sull’edizione cartacea di Corriere Innovazione, sostiene che la tecnologia sarà fondamentale in questo nuovo scenario, ancor di più rispetto a quanto non lo è stata fino ad oggi. In queste settimane, spiega Zanetti, abbiamo intrapreso nuove forme di relazione lavorativa attraverso il tele-lavoro, l’apprendimento e l’insegnamento online. Strumenti che in futuro potranno tornarci utili se implementati laddove rappresentino un vantaggio per la comunità.

Pensando in ottica positiva, Sergio Bocconi, anche lui su Corriere Innovazione, punta sull’uso che della tecnologia saremo in grado di fare da adesso in poi. “Cresce il potere della tecnologia – dice -, ma crescono anche le nostre potenzialità. Il futuro è nelle nostre mani e la tecnologia pure. Dipende che uso ne facciamo”. L’importante è porsi degli obiettivi e perseguirli rispettando i propri valori.

Aule chiuse, piattaforme aperte

Un esempio di buone pratiche tecnologiche lo si può trovare nel mondo della scuola. Molte attività didattiche infatti continuano online. Secondo l’articolo di Corriere Comunicazioni “il Miur ha messo a disposizione degli insegnanti più di venti ore di webinar in collaborazione con l’Indire, l’Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa”.

Inoltre, altre piattaforme come Google, Amazon, WeSchool, My Edu o Babbel hanno messo a disposizione i loro materiali didattici per insegnanti e studenti. Un’offerta che va incontro alle esigenze di un pubblico molto variegato.

Una pubblica amministrazione al servizio del cittadino

Da ciò che stiamo vivendo in queste settimane possiamo trarre degli spunti di riflessione anche su come migliorare la Pubblica Amministrazione. L’innovazione infatti deve essere applicata semplificando la burocrazia. In questa emergenza da Covid-19, l’autocertificazione consente di procedere in tempi brevi di fronte all’emergenza.

Le regole vanno innovate, ribaltando lo schema che ci ha resi immobili: i controlli della pubblica amministrazione possono essere fatti ex post e non più ex ante, consentendo così all’economia di ripartire.

Uno sport più umile, a contatto con le persone

Recentemente, sulla Gazzetta dello Sport, l’ex campione Oliver Bierhoff, ora direttore della nazionale tedesca, ha rilasciato un’intervista in cui ha offerto il suo punto di vista sul futuro del mondo del calcio. Bierhoff ha criticato il sistema che vigeva prima della crisi del Covid-19, in quanto avidità ed egoismo la facevano da padroni. “C’era una velocità altissima finora nel calcio – dice -, si voleva sempre di più, ognuno pensava che da ogni risvolto dovesse guadagnarci, sempre. Avidità come primo principio. Alla fine il sistema esplode. Adesso si ricomincerà a un livello più basso, si tornerà ad essere contenti soltanto di avere un lavoro, a sentirsi bene per poter andare al lavoro. Una felicità nuova”.

Pure il calcio si è dovuto fermare, ma proprio per questo l’intero sistema ne può trarre una valida lezione, ripartendo da un concetto fondamentale: “Lo sport in generale ha un valore importante per la società: è quello delle emozioni“. Provare a offrirle in maniera più semplice e umana potrebbe essere un buon punto di ripartenza.

Un ultimo consiglio

Concludiamo questa nostra analisi con l’intervento di uno dei più grandi uomini di sport, che con la sua simpatia e intelligenza sa sempre cogliere nel segno. Signore e signori, Mr. Dan Peterson.