Come la motivazione alimenta il coraggio di intraprendere e la capacità di reinventarsi (Aviani & Aviani editore)

Il mio è un racconto autobiografico, scritto con l’intento di dare rilievo all’importanza della motivazione, ossia quella spinta interiore che ti porta a perseverare e a riuscire nell’apprendimento lungo tutto l’arco della vita, con il desiderio di applicare in una varietà di contesti quanto appreso, e con la curiosità di cercare sempre nuove frontiere.

Per molti giovani, il posto fisso, sicuro e tutelato è oggi un sogno. Ai tempi della mia giovinezza si trattava di un’opportunità alla portata di chiunque. I profili professionali erano chiari e definiti, il raggio d’azione era quello cittadino. La mia formazione avrebbe potuto preludere a un posto sicuro in banca o in qualche ente istituzionale.Eppure decisi di sfuggire a quello che poteva essere un tranquillo destino, inventandomi una professione in costante divenire. La prima esperienza in azienda fu infatti per me illuminante, e determinò una svolta nell’immaginare le scelte che avrei desiderato compiere in un futuro tutto da inventare.

Il mio desiderio è dunque quello di rivolgermi ai giovani, figli di un tempo privo di certezze, in balia della “liquidità”, per citare Bauman, che caratterizza tutte le dimensioni della vita attuale. Vorrei invitarli a pensare che si può essere artefici del proprio destino, e che entusiasmo e impegno possono fare la differenza. La mia vuol essere un’esortazione a uscire dalla logica della rassegnazione al presente, per osare a immaginare il proprio futuro, a intraprendere, maturando fiducia in se stessi e sviluppando al meglio le proprie potenzialità, con disponibilità al cambiamento e apertura alle sfide.

Imparare a imparare è per i ragazzi una competenza essenziale. Così come può essere fondamentale, per la loro crescita professionale, l’incontro con Maestri esemplari. Quelle figure capaci di vedere nelle persone un valore, un potenziale su cui investire; spontaneamente inclini a infondere passione e principi etici, a concepire i dipendenti come protagonisti di un progetto comune.

Io ho avuto la fortuna di incontrare datori di lavoro di questo spessore.

I tempi sono cambiati, ma i bisogni essenziali per il benessere delle persone nei luoghi di lavoro sono gli stessi. La politica, le istituzioni, e i soggetti privati protagonisti dei diversi settori economici dovrebbero tenerne conto, per costruire un futuro possibile.

L’autore

Udinese – classe 1960, cresciuto con lo spirito del campetto e il desiderio di andare a canestro. Ha fatto del management la sua professione, vivendola con respiro internazionale, all’insegna del metodo, della versatilità, del coraggio e della capacità di tessere relazioni. Ha imparato da Grandi Capitani d’Industria a lavorare divertendosi.

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