L’emozione del volo, l’adrenalina del pedale. In due giorni il Giro d’Italia ha regalato uno spettacolo unico al Friuli Venezia Giulia, elevando le bellezze del nostro territorio a un livello superiore.

Le acrobazie delle Frecce Tricolori durante la partenza della tappa di Rivolto e lo straordinario sforzo atletico dei ciclisti sul Monte Muris ci hanno dimostrato quanto affascinante e allo stesso tempo fondamentale possa essere un evento ben organizzato per un’intera comunità.

Il Giro d’Italia non è solo una competizione. È un’esperienza che unisce protagonisti dello sport a natura, cultura, arti e mestieri attraverso la passione per le due ruote. Quest’anno noi di Fi.Mar. abbiamo avuto l’onore di viverla in prima fila, grazie alla splendida ospitalità di Enzo Cainero. Desideriamo condividere con voi ciò che abbiamo potuto ammirare.

La partenza a Rivolto con le Frecce Tricolori

Domenica 18 ottobre ci siamo trovati all’aeroporto di Rivolto, là dove il cielo si tinge di azzurro e le Frecce tracciano, tra acrobazie mozzafiato, il nostro amato tricolore come un pastello.

Per la prima volta nella storia della corsa rosa, il Giro parte da una base militare. I suoi corridori iniziano a pedalare sull’asfalto mentre a pochi metri da terra gli acrobati del cielo prendono il volo inaugurando una tappa unica nel suo genere, che porterà gli sguardi degli appassionati fino alle montagne di Piancavallo.

La salita sul Monte Muris

Martedì 20 ottobre lo spettacolo si ripete, sotto una nuova veste, ma con lo stesso doppio obiettivo: raccontare un’impresa sportiva attraverso il superamento di luoghi e paesaggi tipici di un territorio, che rimarranno nell’immaginario del pubblico per i prossimi anni. Il turismo del Friuli Venezia Giulia, in questo senso, non può che ringraziare.

La nostra postazione è proprio sul Monte Muris, uno dei tratti più duri della 16ª tappa, partita da Udine e con traguardo San Daniele. Gli atleti ci passano davanti con grande foga, nonostante debbano scalare la montagna che arriva fino a un 18% di pendenza.

Non si fermano, le gambe rimangono salde sui pedali e lo sforzo fisico trasmette la capacità dell’Uomo di superare anche le difficoltà più impervie. Una metafora che crediamo vada replicata soprattutto in questo momento, nel quale la pandemia rischia di tenere bloccati progetti, desideri e ambizioni.

Il Giro d’Italia, grazie a un’eccellente organizzazione, ci regala anche questo: la speranza e la convinzione che possiamo rialzarci su quei pedali, come il Friuli Venezia Giulia ha sempre fatto nei suoi momenti più bui.

Oggi, la nostra regione, con le sue terre, i suoi paesaggi e i suoi abitanti, ha un motivo in più per poter guardare al futuro.