Il forum The European House Ambrosetti, giunto alla 46ª edizione ed andato in scena a Cernobbio dal 4 al 6 settembre, ha messo sul tavolo otto proposte per rilanciare l’Italia dopo la crisi della Covid-19.

Al forum hanno partecipato relatori, manager, politici ed economisti provenienti da tutto il mondo. Tra i più rilevanti evidenziamo il messaggio di Papa Francesco, l’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, quello del presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, Enrico Letta, Corrado Passera, Carlo Cottarelli, Josep Borrell, Hillary Clinton, Nouriel Roubini, Mauro Ferrari e Ban Ki Moon.

Fin dal discorso di apertura della rassegna, pronunciato dall’Amministratore delegato Valerio De Molli, il fine settimana di Ambrosetti si è focalizzato su come utilizzare questa età di incertezza e cambiamento quale opportunità per costruire un futuro migliore.

È nelle difficoltà più estreme che un imprenditore deve reagire e rispondere. Impegniamoci perché questa crisi non venga ricordata come la fine di un’epoca di sviluppo, globalizzazione e dinamismo, ma come l’inizio di una stagione di riforme che rappresenti un futuro basato su una crescita inclusiva e sostenibile”.

Valerio De Molli

Le proposte del club Ambrosetti seguono una direzione precisa, dinamica ed europea. Partono dal miglioramento dell’educazione all’industria, e passano per il digitale, la sostenibilità e la semplificazione, il tutto accompagnato da una necessaria capacità di resilienza a livello politico, economico e sociale.

Le proposte

Il primo di questi passaggi è la lotta all’analfabetismo funzionale. L’Italia è quart’ultima tra i paesi OCSE la cui popolazione adulta non è in grado di comprendere le informazioni che le vengono date. In questo senso, la prima riforma del team Ambrosetti comprende la ristrutturazione del sistema educativo a tutti i livelli: revisione del sistema scolastico e del sistema universitario, educazione continuativa degli adulti e preparazione di una nuova classe dirigente.

Dal secondo passaggio si sviluppano tutte le successive proposte: “Definire una visione strategica inclusiva che possa fertilizzare la stragrande maggioranza dei settori italiani“. Per Ambrosetti, l’Italia deve ambire a “Essere il Paese di riferimento nello sviluppo delle eccellenze per far vivere meglio il mondo”.

Come poterlo fare? Applicando una visione a 360°. L’Italia deve tornare ad essere protagonista e quindi propositiva in Europa (è la terza proposta). Nel frattempo, al suo interno deve riprogettare la Pubblica Amministrazione, per avvicinarla alle necessità di cittadini e imprese (quarta proposta). L’Italia è infatti l’ultimo paese in Europa per soddisfazione delle imprese per l’interazione con la P.A.

La quinta proposta è lo sviluppo di una visione strategica industriale che sappia adattarsi al contesto attuale e che sappia individuare quali sono i settori che possono incanalare una ripresa nazionale.

La sesta proposta prevede un rafforzamento del tessuto industriale del Paese. Ciò lo si può fare facilitando processi di fusione, accelerando la digitalizzazione, rafforzando investimenti sulla sostenibilità e sull’economia circolare, e sostenendo le aziende strategiche del Made in Italy nei grandi programmi tecnologici europei.

Infine, ma non meno importante, le ultime due proposte di Ambrosetti vertono sulla ricerca scientifica, da potenziare e digitalizzare, e sulla garanzia di esecuzione operativa di qualità ai progetti strategici che verranno lanciati.

Queste otto proposte, secondo il team Ambrosetti, hanno l’obiettivo di creare una nuova Italia, più competitiva a livello internazionale, più equa e orientata a uno sviluppo sostenibile a lungo termine.